Andrea Dossena alla SPAL, giorno 1: "Se sono qui è perché non ho paura delle sfide"

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Nella giornata della tanto attesa conferenza stampa di Joe Tacopina al centro sportivo G.B. Fabbri, il presidente non ha certo fatto mancare le sorprese tanto da presentarsi assieme al nuovo allenatore Andrea Dossena che fino a quel momento non era ancora stato ufficializzato da un comunicato della società. 

Queste le sue prime parole da tecnico della SPAL: "Sono felicissimo di questa opportunità. Ferrara l'avevo segnata col pallino rosso nei miei desideri. Per varie vicissitudini il mio nome era stato accostato al club per un'altra via (Alex Casella, ndr) e poi ci sono arrivato con un'altra. So che i tifosi si aspettano qualcosa di meglio rispetto alle stagioni passate. Entusiasmo, voglia, gioire insieme. Ciò che posso garantire è che da oggi lavorerò 24 ore su 24 per la SPAL e la città, per fare in modo che i giocatori diano tutto. Non ho ancora avuto modo di parlare con ognuno di loro. Lo farò presto, guardandoli negli occhi per capire quanta voglia hanno di fare un percorso importante. Per come la vedo io si vince solo attraverso il lavoro, la fatica, l'entusiasmo, il divertimento, la voglia di fare gruppo e di sacrificarsi. La mia difficoltà starà nel farlo nel più breve tempo possibile, perché il calcio va al triplo del ritmo della vita normale. Dovrò far capire subito ai ragazzi il mio DNA per portare a casa i risultati. Non ci sono scorciatoie, non esiste la sfortuna ma esistono la programmazione e l'impegno. Se sono qui è perché non ho paura delle sfide importanti e sento di poterle affrontare a petto in fuori. Per quanto concerne l'aspetto tattico ho sempre privilegiato il 433, ma ho sempre accolto le esigenze dei giocatori che in certi momenti avevano bisogno di maggiore sicurezza. Di volta in volta devo saper leggere e adattarmi ai ragazzi”. 

foto Filippo Rubin

Il nuovo mister ha successivamente risposto alle numerose domande dei giornalisti presenti.

APPROCCIO – “L’approccio che dovremmo avere deve essere contraddistinto da positività e grande voglia. Molte volte si giudica da fuori, puntando il dito, ma la mentalità del presidente è di una persona che ha voglia, fame e grinta per portare un qualcosa che in questi due anni non è riuscito. Abbiamo sicuramente sintonia per quanto concerne gli approcci. Arrivo da quattro anni di esperienza da allenatore e sono contento di essere arrivato qui, seppure non sia stato facile. Ho lavorato nel girone A, ma in quanto allenatore devo saper tenermi sempre aggiornato su tutto. Penso di essere pronto ad affrontare questo girone seppur ci siano più piazze importanti o con più pressione rispetto al girone A. La cosa che reputo di maggior importanza è far capire ai ragazzi che è necessario soffrire e sacrificarsi ogni singolo giorno per raggiungere risultati e tornare al campo il giorno seguente con lo stesso spirito. Se riesco a far passare questo messaggio ai ragazzi, la maggior parte del lavoro sarebbe già fatto".

ROSA – "I giocatori sotto contratto sono tanti però ci tengo a guardare indistintamente tutti negli occhi per capire se un giocatore è convinto del progetto al 100% o meno. Privilegio sempre un giocatore disposto a darmi il cuore rispetto ad uno qualitativamente più forte ma che non è disposto a mettersi a disposizione in quel modo. Sono arrivato ieri sera in città quindi non abbiamo ancora analizzato le situazioni dei singoli giocatori nel dettaglio. In serie C è difficile avere progettualità a lungo termine e tante squadre completano l'organico solamente sul finire di agosto. Il campionato è sicuramente difficile e bisogna essere bravi a concedere le giuste opportunità ai giovani, provando comunque sempre a vincere. É un mix complicato che non mi fa paura, ma in generale il mercato è lungo, il percorso di avvicinamento al campionato lo è altrettanto e quindi serve sicuramente pazienza per creare qualcosa di importante con delle fondamenta solide. Parlare di giocatori della Pro Vercelli che mi posso portare dietro nell'esperienza a Ferrara è assolutamente prematuro perché devo capire le esigenze della società e valutare tutti i tanti giocatori presenti in rosa. Non sono il tipo di allenatore che senza un determinato giocatore si lamenta perché questa rosa è già molto importante". 

STAFF – "Ci saranno sicuramente il mio secondo e il mio preparatore atletico, ma sono ben disposto a lavorare con persone che mi possano aiutare a velocizzare l'integrazione con la città".  

GIOCO – "Nelle esperienze con Renate, Pro Vercelli e Ravenna ho sempre proposto squadre che hanno segnato tanto, ma che hanno anche subito abbastanza, seppure bisogni considerare le esigenze delle società. L'obiettivo di tutte queste squadre era infatti quello di valorizzare i giovani. Quando invece si lotta per le posizioni alte di classifica, come lo si farà alla SPAL, sarò pronto ad essere più pragmatico anche se non voglio assolutamente snaturare la mia idea di calcio. Mi piace vedere i ragazzi aggressivi e dominare la partita per segnare un gol in più degli avversari”. 

SECONDA STRADA-  "Ho fatto un colloquio con Danzè e ci siamo conosciuti in questi giorni. Mi ha fatto molto piacere che una scelta che magari è stata spinta da un altro direttore (Casella, ndr) mi abbia permesso di cogliere questa grande opportunità”. 

SINGOLI – "Prima di parlare dei giocatori in scadenza quali Valentini, Edera e Siligardi devo parlare con i giocatori sotto contratto proprio per una situazione logistica. Non posso garantire su questi elementi in quanto sono visti come calciatori da comprare, tra virgolette. I ragazzi devono credere nel talento che hanno e moltiplicarlo. Tutti devono credere di raggiungere i playoff in qualsiasi modo"

GIOVANI – "Quando una stagione prende una piega negativa spesso sono proprio i giocatori giovani a pagare il prezzo più alto. Per crescere i ragazzi devono sbagliare e non è possibile neanche fare troppe scommesse. Se una squadra in salute deve trainare un giovane forte lo può fare, ma quando la squadra deve trainarne due o tre la situazione inizia a essere complicata. Personalmente non mi piace distinguere tra giovani e vecchi, perché ciò che conta è la prestazione negli allenamenti di ogni singola settimana. Ho fatto debuttare numerosi giovani e vedere la loro crescita è assolutamente gratificante in quanto possono essere impartiti dei concetti con maggiore facilità rispetto ad un cosiddetto vecchio”. 

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